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MUSIC ON

CLAUDIA MARSS, IL CANTO È LIBERTA’!

  • Roberta Mastruzzi
  • 3 Months ago
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lezioen concerto di musica brasiliana

di CRISTINA FEBBRAIO

Canto è libertà, espressione, verità… Trovare la verità, essere convincente nel raccontare e interpretare tramite la propria interiorità”. Claudia Marss presenta al Saint Louis il suo progetto Brazilian Jazz Groove in una lezione concerto il prossimo 22 febbraio. Cantante e interprete della Musica Popolare Brasiliana (MPB) tiene alta la bandiera della qualità musicale che da sempre la contraddistingue.

Una Masterclass dedicata all’essenza percussiva della musica brasiliana. Come sarà strutturata la lezione?

È un concerto didattico in cui sarò accompagnata dal bassista brasiliano Acelino De Paula, dal pianista Daniele Pozzovio e dal batterista Simone Prattico, con cui lavoro da più di 10 anni. Approfittando dei concerti che abbiamo qui a Roma, ho proposto questa lezione. Spiego come acquisire pronuncia ritmica della musica brasiliana e cerco di far capire ritmicamente come stare sul tempo. Sarà un ascolto guidato: brani di generi diversi osservati nella specifica particolarità dell’accento e nella possibile interpretazione. Daniele Pozzovio e Simone Prattico hanno una buona esperienza della musica brasiliana.

Quali sono le caratteristiche specifiche della musica brasiliana?

La musica brasiliana è basata sul ritmo: una poliritmia, incastri ritmici degli strumenti di percussione che poi vengono seguiti dagli strumenti di accompagnamento. La caratteristica principale è proprio questo incastro di accento, di pulsazione. L’anima brasiliana è molto ricca, ha tanti elementi del jazz come samba tradizionale e bossa nova. Il Brasile è un crogiuolo di etnie: la miscela fra indios, portoghesi e africani con le varie tribù locali ha creato uno stile particolare che risulta poi predominante nelle diverse aerea geografiche.  

Insegnante al Saint Louis di tecnica vocale, stile e interpretazione nella musica moderna e brasiliana, cura della pronuncia, percezione e distinzione degli elementi che formano la poliritmia nei diversi generi della musica. Cosa cerchi di trasmettere ai tuoi allievi?

Insegnare per me è innanzitutto ascoltare. Cercare di far capire come tirar fuori la propria voce. La tecnica è generica, ma ogni allievo ha la sua particolarità. Canto è libertà, espressione, verità: quando si impara a cantare un brano non è solo un discorso di melodia, ma anche un racconto. Trovare la verità, essere convincente nel raccontare e interpretare tramite la propria interiorità.

IL CORO BRASILIANO “RIOMA” DIRETTO DA CLAUDIA MARSS AL SAINT LOUIS

Venuta in Italia, hai deciso di studiare canto jazz al Saint Louis con Cinzia Spata. Come mai questa scelta? Che ricordi hai del tuo percorso di studi qui?

Io sono venuta negli anni ‘90, cantavo e lavoravo con un pianista romano. Poi ho conosciuto mio marito e sono rimasta in Italia. Qui ho avuto la possibilità di entrare in contatto con la musica jazz che già avevo conosciuto in Brasile. Sono autodidatta: il canto è nato in modo spontaneo, ma poi ho deciso di studiare e nell’ambito specifico del jazz il Saint Louis, ai miei occhi, aveva i migliori docenti. Ho studiato armonia con il Maestro Bruno Tommaso e canto con Cinzia Spata. Non avrei potuto trovarmi in mani migliori. Non ho potuto fare l’intero percorso di studi, perché mi sono trasferita in Umbria e la mia vita ha preso altri sviluppi.

Esperienza ventennale nell’ambito della musica gospel. Lo scorso dicembre grande successo al Museo Arcos di Benevento con un tuo concerto sold out. In che modo convivono in te le intensità corali spiritual e le dinamiche naturali della musica brasiliana?

È la radice africana! Ritmo e spiritualità nutrono la tradizione brasiliana: sincretismo fra divinità africane, santi cattolici collegati anche con elementi della natura. I canti gospel sono estremamente spirituali. In America, data la tradizione protestante, l’intera funzione religiosa è incentrata sul canto e nello studiare queste lodi ho ritrovato una spiritualità viscerale e diretta. Poi il gospel di oggi è spettacolare, ha linguaggio moderno e gran stile.

Nell’ottobre 2004 hai lavorato per Nicola Piovani come solista nello “Stabat Mater- La Pietà”, da lui musicato su testo di Vincenzo Cerami, a fianco di Gigi Proietti, Rita Cammarano con l’Orchestra Aracoeli e messo in scena a Betlemme e Tel Aviv. Come è nata questa collaborazione?

Ho sostituito Amii Stewart, impegnata in uno spettacolo su Billie Holiday. Ho fatto il provino e mi hanno preso, un grande onore per me. È stata una bella esperienza!

Voce solista negli spettacoli musico-teatrali al fianco di Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini e Silvia Siravo diretti da Idalberto Fei. Com’è l’esperienza di esibirsi a teatro?

Questi spettacoli sono stati molto particolari perché articolati fra narrazione e canto. Ci siamo esibiti ai Musei Vaticani, all’Ara Pacis, ai Musei Capitolini… Tutti luoghi suggestivi che subito mi hanno immerso in un’atmosfera di grande libertà. Il regista Idalberto è un visionario: dava lo spunto e poi lasciava libera l’improvvisazione. Davvero molto emozionante!

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