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GIOVANNI CECCARELLI: INVENTARIO, IL MIO PIANOFORTE E QUELLO DI IVAN LINS

SPECIALE “INVENTARIO” > ROMINA CIUFFA INTERVISTA GIOVANNI CECCARELLI (pianoforte) [Le interviste a tutti i protagonisti del progetto italiano scelto in una rosa di 5 candidati nella categoria “Miglior Album di Musica Popular Brasileira” del Latin Grammy Awards]

InventaRio, unico album in italiano ad esser candidato al Grammy Awards latino per la categoria “Musica Popolare Brasiliana) (MPB), nasce da un’idea di Giovanni Ceccarelli e di Ferruccio Spinetti., che si evolve con la partecipazione di Dadi Carvalho e Francesco Petreni e la collaborazione nella produzione di Max De Tomassi. Ma la trama è complessa e, fortunatamente, lunga.

“Dopo vent’anni di amicizia e stima artistica–spiega Ceccarelli–abbiamo deciso insieme di creare un progetto musicale comune. Così nel gennaio 2009 ci siamo recati a Rio De Janeiro insieme a Max De Tomassi, grande conoscitore della musica e cultura brasiliana, il quale ci ha messo in contatto con numerosi artisti. A Max dobbiamo l’incontro con Dadi Carvalho, mentre Francesco è un nostro amico e collaboratore musicale di vecchia data. Il nome del gruppo è stata un’idea di Max. “InventaRio incontra Ivan Lins” è stato realizzato con la produzione artistica d’InventaRio, la produzione esecutiva della nostra agenzia di booking e management Cose di Musica, nella persona di Antonella Bubba. Max ha collaborato all’album come consulente artistico e coordinatore per la produzione in Brasile. Da quel viaggio e dall’incontro con Dadi è nato “InventaRio”, nostro primo disco. Dadi è legato da anni da una collaborazione con Marisa Monte, così l’abbiamo invitata a cantare in un brano. Stessa proposta che abbiamo fatto a Petra Magoni, che insieme a Ferruccio forma Musica Nuda. Max è riuscito a coinvolgere anche Ivan Lins, che ha cantato “Ti Amo (Te Amo)”: scelta fortunata, perché da quel brano è scaturita la proficua nostra collaborazione con lui in “InventaRio incontra Ivan Lins”. Il filo degli incontri è continuato con questo secondo disco: così abbiamo potuto collaborare con grandi artisti come Chico, Maria Gadú, Vinicius Cantuária, Maria Pia De Vito, Vanessa da Mata e Fabrizio Bosso. Il nostro terzo album, al quale stiamo pensando da tempo, continuerà a percorrere questo percorso naturale e assai stimolante degli incontri artistici… vediamo dove ci porterà”.

D. In che modo ti sei avvicinato, personalmente, al Brasile?
R. Da tantissimi anni amo la musica di Tom Jobim: ne ammiro le sofisticate armonie, il ritmo delicato ma sempre presente, le melodie così elaborate ed allo stesso tempo piene di sincera emozione. Inoltre ammiro Jobim come pianista, perché riesce sempre a suonare l’essenziale. Attraverso Jobim ho conosciuto João Gilberto, che ritengo il più grande interprete brasiliano di sempre. Successivamente ho conosciuto e ammirato la musica di Caetano Veloso, Chico Buarque, Ivan Lins, Djavan, Edu Lobo, Toquinho… mi fermo qui, ma la lista è ben più lunga! Oggi riesco anche a comprendere meglio il portoghese, per cui di queste musiche apprezzo anche i testi, che sono spesso di altissimo livello.

D. Che esperienze artistiche hai in relazione al Brasile?
R. Il grande repertorio della canzone brasiliana ha sempre fatto parte del mio repertorio, a cominciare da Jobim. Certamente la mia esperienza all’interno del gruppo InventaRio rappresenta l’esperienza artistica più significativa in contatto con il mondo musicale brasiliano.

D. Con Ada Montellanico avete presentato un “Omaggio a Tom Jobim”: di che si trattava? Avrà un seguito?
R. L’omaggio a Jobim è stato il primo progetto di Ada Montellanico al quale ho partecipato, curandone anche tutti gli arrangiamenti. L’abbiamo presentato in numerosi concerti, ma purtroppo non ne abbiamo realizzato un disco. Quel repertorio non l’abbiamo più ripreso, mentre insieme con Ada ho suonato per quindici anni e pubblicato due dischi.

D. Hai inciso, con Fabrizia Barresi, “Luiza” e “Ana Luiza” in “Feedin’ Inner Urges”, ossia: Tom Jobim sembrerebbe prevalente nelle tue scelte brasiliane. In che modo ti ci ritrovi?
R. Questi due brani sono, a mio avviso, due capolavori di Jobim che lo vedono entrambi, se non erro, nel ruolo duplice di compositore e autore del testo. Da anni sognavo di inciderle, quindi ringrazio Fabrizia Barresi per avermi permesso, attraverso le sue bellissime interpretazioni, di esaudire questo desiderio. Jobim è, secondo me, il più grande songwriter di tutti i tempi, insieme a Gershwin.

D. La bossa e il jazz, in che modo vivi le loro similitudini e le loro differenze?
R. Il jazz a partire dalla fine degli anni 50, con il meraviglioso disco “Getz/Gilberto”, entra in stretto contatto con la bossanova. A sua volta artisti come Jobim e Gilberto risentivano dell’influenza del jazz, soprattutto di quello prodotto nella West Coast da musicisti come Chet Baker. In musica amo particolarmente quello che i musicisti statunitensi chiamano “understatement”, un atteggiamento espressivo che è presente fortemente sia nella bossanova, che in molto del miglior jazz. L’arte di Jobim è anche un supremo esempio di come un musicista non statunitense possa assimilare e rielaborare in forma originale il linguaggio del jazz. Per noi musicisti europei Tom Jobim rappresenta anche ciò, a mio avviso.

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Foto ANGELO TRANI

D. Ivan Lins è più “MPB”, che corrisponderebbe alla nostra musica “leggera”, o “pop”, stigmatizzata… Chi credi possa essere messo in parallelo a Lins qui in Italia, tra i nostri artisti?
R. È difficile mettere a confronto la realtà musicale brasiliana con quella italiana. In Brasile la musica colta, quella di tradizione popolare, e il mondo della canzone sono in stretto contatto. In Italia no, perché da noi si tende sempre a rimarcare i confini tra questi diversi mondi musicali. Jobim si auto definiva un erede di Villa Lobos, e allo stesso tempo componeva un hit mondiale come “Garota de Ipanema”. Ivan Lins è a sua volta un erede di Jobim, come Chico ed Edu. Compongono musica raffinata e complessa, che allo tempo raggiunge il cuore di milioni di persone: è questo il miracolo! Se penso a un parallelo italiano, mi viene da fare il nome di Puccini.

D. Anche Ivan Lins è un pianista. Che differenza c’è fra i vostri stili?
R. Nell’arte di Ivan Lins il canto, il pianoforte, la composizione e l’arrangiamento costituiscono un perfetto unicum. Io sono un pianista che suona musica originale, ma che si dedica parallelamente anche al repertorio jazzistico ed all’arrangiamento di musica di varia provenienza. In studio, per l’incisione di “InventaRio incontra Ivan Lins”, ci siamo alternati: lui principalmente alle tastiere elettroniche, io al pianoforte. Ma abbiamo anche passato molto tempo intorno al pianoforte, discutendo, scambiandoci idee, accordi. A volte gli chiedevo di mostrarmi come lui armonizzava un certo suo brano. Poi per l’incisione di “Nascere di Nuovo (Começar de Novo)”, forse il suo brano più celebrato a livello internazionale, abbiamo suonato insieme a due pianoforti: è stato un onore ed una grande emozione per me.

D. Il pianoforte brasiliano è, in effetti, differente da quello classico; i tuoi studi sono prevalentemente orientati sul jazz. Come ti trovi in questo “salto sonoro”?
R. La tecnica pianistica è una sola, a prescindere dalla musica che si suoni. Poi l’approccio sia al jazz che alla tradizione musicale brasiliana richiedono la conoscenza di un linguaggio musicale specifico. Personalmente non mi ritengo un pianista di musica brasiliana, ma piuttosto un musicista che si avvicina con grande umiltà ad un universo musicale così ricco. Allo stesso tempo il mio fine non è mai l’essere filologicamente corretto nelle esecuzioni, bensì il trovar sempre una chiave interpretativa che mi corrisponda come musicista. Con InventaRio ci rapportiamo alla musica brasiliana con un approccio sempre creativo, nell’ottica dell’incontro aperto e sempre stimolante. Già noi come gruppo siamo una miscela musicale, perché Ferruccio, Dadi, Francesco ed io veniamo tutti da esperienze diverse: sicuramente la tradizione musicale brasiliana ne è un ingrediente assai importante. Per noi all’essenza c’è l’incontro tra artisti come esseri umani, prima che tra generi musicali: così funzioniamo come gruppo e nei confronti dei musicisti con i quali collaboriamo. Finora gli artisti brasiliani con i quali siamo entrati in contatto hanno molto apprezzato il nostro approccio, perché penso sentano alla base il grande rispetto e amore che noi proviamo per il Brasile e la sua musica.

D. Max De Tomassi ha tradotto Lins, tu hai avuto modo di mettere del tuo in questi brani?
R. Max ha scritto per questo disco bellissime versioni in italiano, e gliene siamo molto grati. Colgo l’occasione per ringraziare anche Maria Pia De Vito e Chiara Civello, autrici a loro volta di versioni in napoletano, italiano ed inglese di brani di Ivan. Noi come InventaRio abbiamo svolto un lavoro di gruppo che ci ha totalmente coinvolti a partire dalla concezione iniziale di questo album. Abbiamo prima scelto i brani insieme a Ivan Lins e consultandoci anche con Max. Siamo arrivati in studio con una lista di una ventina di pezzi, poi man mano che i giorni scorrevano la scaletta si è definita. Ivan è un artista straordinario, di grande curiosità ed apertura. Ha accolto con entusiasmo le nostre idee di arrangiamento ed il nostro modo di interpretare la sua musica. Poi gli abbiamo proposto di interpretare Tenco in italiano, invito che Ivan ha onorato fornendo un’interpretazione assai toccante di “Un Giorno Dopo l’Altro”. Questo disco lo sentiamo “nostro” nel senso più profondo di questo termine. Approfitto dell’occasione per ringraziare quanti hanno contributo a questo straordinario progetto: primo fra tutti Max, che ci ha molto aiutati nei contatti con Ivan e gli altri artisti brasiliani invitati nell’album; poi tutti i musicisti che hanno partecipato a questo lavoro discografico, sarebbe troppo lungo nominarli tutti, ma mi permetto di fare un nome che metterà tutti d’accordo: Chico Buarque.

D. La notizia del Grammy Awards giunge inaspettata. Hai già avuto riconoscimenti di un certo rilievo?
R. Pur avendo nel corso della mia carriera ricevuto riconoscimenti anche molto lusinghieri, la nomination ai “Latin Grammy Awards” è assolutamente unica per il prestigio e la risonanza a livello internazionale. Già essere giudicati tra i cinque migliori album MPB dell’anno è un risultato clamoroso, ma non nascondiamo il fatto che, a questo punto, speriamo anche di vincere!

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Foto ANGELO TRANI

D. Come avete scelto i brani di Lins? Tu hai delle preferenze?
R. Nell’estate 2011 penso di aver ascoltato tutta la produzione discografica di Ivan Lins, che è sconfinata. Poi mi sono procurato il suo songbook in spartito e l’ho studiato approfonditamente. C’erano ovviamente brani e dischi suoi che ascoltavo ed amavo da anni. In una seconda fase mi sono confrontato con Ferruccio, Dadi e Francesco, e successivamente con Max. Abbiamo stilato una lista comune di brani e l’abbiamo inviata a Ivan: lui ne ha fatto una cernita ed ha proposto altre musiche. Le ultime modifiche ed aggiunte sono avvenute direttamente in sala d’incisione. Ad esempio “Camaleonte (Camaleão)” l’abbiamo imparata ascoltando Ivan al pianoforte, e lo stesso giorno arrangiata ed incisa. La musica di Ivan è sofisticata armonicamente, ha melodie così forti che già ad un primo ascolto restano nella memoria, in più il suo mondo sonoro è ricchissimo di riferimenti: dalla tradizione brasiliana al jazz, dal funk agli inni protestanti. I testi, frutto di una pluriennale collaborazione artistica con Vitor Martins, sono assolutamente originali e fuori dagli schemi.

GIOVANNI CECCARELLI. Vive a Parigi, in Francia. Comincia a suonare il pianoforte all’età di sette anni, poi a tredici anni scopre il jazz. Nei suoi venticinque anni di carriera musicale collabora con artisti di fama mondiale, incide quaranta dischi, produce un album candidato ai “Latin Grammy Awards”, tiene concerti in tutto il mondo. Da qualche anno si dedica principalmente ai propri progetti artistici, approfondendo un repertorio di composizioni originali ed interpretando musica di varia provenienza: il jazz, la canzone italiana, brasiliana, statunitense, la musica scritta di tradizione europea. In veste di leader incide due album: “Daydreamin’” nel 2010 e “Météores” nel 2011, entrambi molto apprezzati dalla critica internazionale. Quest’ultimo, prodotto dalla label francese Bonsaï Music, riceve la “Sélection FIP” in Francia e la “Sélection Harmonia Mundi” in Svizzera. Del brano originale “Ti Odio”, inciso con Ferruccio Spinetti, Francesco Petreni e con ospite Fausto Mesolella, il pianista realizza un videoclip diretto dalla regista francese Marthe Le More.

Giovanni pubblica sette album come co-leader. Il primo, “The Street Dancer” del 1998, è un duo con il pianista statunitense Eddie Wied. Inciso negli USA, marca l’inizio di una lunga collaborazione con la label italiana Philology. Nel 2009 escono altri due dischi: “Feedin’ Inner Urges” in duo con la vocalist Fabrizia Barresi, e “The Nights of the Beuscher” che documenta due concerti tenuti insieme al sassofonista Massimo Urbani. Ceccarelli collabora da quindici anni con uno tra i più importanti esponenti del jazz mondiale, Lee Konitz: “Waxin’ in Camerino” è un album di jazz standard che riunisce il sassofonista ed il French Trio del pianista. Il CD ottiene il “Jazzit Likes it!” dall’omonima pubblicazione italiana.

Insieme a Ferruccio Spinetti, Giovanni fonda il gruppo InventaRio, completato dal cantante e poli-strumentista brasiliano Dadi e da Francesco Petreni. Insieme incidono “InventaRio” (My Favorite Records, 2010) e “InventaRio incontra Ivan Lins” (Blue Note/EMI Music Italy/Biscoito Fino, 2012). Quest’ultimo lavoro discografico è realizzato interamente in collaborazione con il grande cantante, pianista e compositore carioca, e con la partecipazione di artisti di fama mondiale come Chico Buarque, Maria Gadú, Vanessa da Mata, Maria Pia De Vito, Petra Magoni, Fabrizio Bosso e Vinicius Cantuária. Nel 2014 il disco ottiene una nomination ai “Latin Grammy Awards” nella categoria “Best MPB Album”.

Il più recente progetto musicale di Giovanni Ceccarelli è un duo con il bandoneónista Daniele di Bonaventura. Insieme realizzano un lavoro discografico interamente dedicato a proprie composizioni, che sarà pubblicato nel 2015. Giovanni ha suonato dal vivo, in studio di registrazione e per emissioni radiofoniche e televisive con molti artisti di fama internazionale, tra i quali Marisa Monte, Ami Stewart, Nancy King, Mark Murphy, Enrico Rava, Paolo Fresu, Manu Katché, Musica Nuda, Samuele Bersani, Andrea Griminelli, Chiara Civello, Tosca, Bob Wilber, Charles Davis, Gianni Basso, Antonello Salis, Rosario Giuliani e Gianluca Petrella. Collabora stabilmente ed incide numerosi dischi con le cantanti Tiziana Ghiglioni e Ada Montellanico. Tiene numerosi concerti con le leggende del jazz Tony Scott e Benny Golson. Partecipa a progetti artistici di musica, cinema, letteratura e danza, e collabora con numerosi musicisti e gruppi musicali di livello internazionale. Giovanni è anche molto attivo in qualità di docente: tiene corsi, seminari e workshop di pianoforte e improvvisazione jazz in tutto il mondo. L’ultimo suo progetto didattico è un sito web interamente dedicato all’insegnamento del jazz, che sarà messo in linea entro il 2014.

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