NORDGARDEN – CHANGES

di MICHELANGELO BUONTEMPI. Nordgarden è un vero amante della musica. Changes, il suo nuovo disco, ne è la prova lampante: un concept che parla di cambiamenti come motore dell’esistenza, ma suggerisce anche un cambiamento di rotta fondamentale per la musica, che può trovare una nuova dimensione e nuovi spazi di ascolto riscoprendo il valore della costruzione artigianale del pezzo, l’amore per per la melodia, per l’armonia, per l’autenticità del messaggio da veicolare. Forse per questo la copertina (essenziale e bellissima) è un fiore aperto su un foglio di cellulosa grezza e ci introduce i colori di tutto l’album.

Changes è un disco raffinato, maturo, positivo e pieno di luce, ma non è privo di note nostalgiche (si ascolti Right now – di grande lirismo – o Hearts at stake) coerentemente al significato della title track, per cui la vita è un flusso di sensazioni e sentimenti di opposta natura, tutti da accogliere a accettare. Con la sua voce potente e timbrata Nordgarden si mette a nudo, con liriche semplici e commoventi (si ascolti ancora Heart at stake o Come on, come in, come along), muovendosi nei confortevoli suoni del blues, del folk e del soul. Ricorrono verbi di “cambiamento” (to leave, to go, to come, nelle loro numerose costruzioni), e il bisogno di evasione dalla città (Side of the road, Wide open spaces). Johanna Demker compare come voce e come coautrice in due brani (You must be the change e The storm, tra i brani più riusciti dell’album), mentre Claudia Scott ha collaborato alla stesura di Changes e Wide open spaces. Ottimi gli arrangiamenti curati da Nordgarden e Christian Engfel, che si servono di strumenti tradizionali: piano, chitarre, hammond, basso, violino e fiati e voci e riescono a realizzare piccoli capolavori (si ascoltino il piano e i cori in Changes, i fiati in Side of the road, o il perfetto equilibrio dell’arrangiamento di The storm).

Voto: 9/10

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