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STEFANO MASTRUZZI: SAINT LOUIS, 20° ANNO DI DIREZIONE ARTISTICA E DIDATTICA

Un viaggio straordinario, intrapreso venti anni fa, in una piccola scuola di jazz dal fascino irresistibile, fondata nel 1976 e che di anni, allora, ne aveva già ventidue. Il Saint Louis di allora, però, è lo stesso di oggi. Si poteva notare, osservandolo con curiosità, come tutto fosse già al proprio posto, alla stregua delle infinite potenzialità racchiuse nello sguardo di un neonato, dietro innumerevoli angoli nascosti ma mai inaccessibili; come una materia primordiale, una singolarità irripetibile che presto o tardi sarebbe esplosa in un fragoroso e armonico big bang, una adolescenza prorompente in un multi-verso di stelle danzanti.

Ricordo tutto: persone, cose, fatti, concerti, decine di allievi sbocciati come grandi artisti, centinaia di giovani studenti diventati musicisti professionisti, migliaia di ragazzi stregati dalla musica, magari oggi su strade diverse da quelle che avrebbero sognato, ma che la musica ha comunque reso persone migliori.

Ricordo un giovane musicista di 26 anni, partito con moltissimo entusiasmo: ero io, ero dentro le 7 aule della storica sede del Saint Louis di Via Cimarra, le cui mura hanno accolto con insospettabile naturalezza, come fossero i vicini di casa, artisti del calibro di Dave Holland, Carl Anderson, Paolo Fresu, Enrico Pieranunzi, Mark Murphy, Sheila Jordan, Mike Stern, Pat Metheny, Horacio Hernandez, Elliot Zigmund, Paul Motian, Peter Erskine, Rosario Giuliani, Robben Ford, Lincoln Goines, Scott Henderson, John Patitucci, John Taylor, Gavin Harrison, Nnenna Freelon, Kenny Wheeler, Dominic Miller, Dave Weckl, Mark Murphy, Frank Gambale, Ptah Brown, Bob Mintzer, Paul Motian, Robben Ford, Gavin Harrison, Enrico Ruggeri, Maurizio Solieri, Niccolò Fabi, Enrico Rava, Gianni Nocenzi, Saturnino, Marcus Miller, Guthrie Govan, John De Leo, Roberta Gambarini, Kurt Rosenwinkel, Tommy Emmanuel… (mi debbo fermare, mi gira la testa).

Rosario Giuliani

Nel 2002 il primo grande passo, certamente più lungo della mia gamba, una seconda sede per espandere le nostre ambiziose visioni culturali, quella di Via Urbana, e la spontanea conseguente apertura ai numerosi universi musicali contemporanei. Il Jazz è stile di vita e anima pulsante del Saint Louis di oggi, con l’istinto della creazione estemporanea ispira il rock, il blues, il pop, la musica elettronica e da questi riceve profonde spinte a trasformarsi.

Nel 2006 un secondo salto nel vuoto, la sede di Via del Boschetto, una vera e propria acquisizione immobiliare con l’intento di conferire, alla piccola scuola di musica dal fascino irresistibile, stabilità e capacità di restare nel tempo.

Poi nel 2014 la 4° sede, quella in Via Baccina, anche questa di proprietà, vibrante di potenzialità e con una Domus romana mozzafiato nei propri sotterranei (l’articolo qui: http://www.rominaciuffa.com/saint-louis/), un radicamento ideale nella continuità di Roma antica e moderna, nel Rione più antico dell’urbe ma al tempo stesso il più giovane, artistico e vivo quartiere, la suburra, dove nasce Caio Giulio Cesare e oggi culla della vita culturale del Centro Italia.

Nel 1998 il Saint Louis aveva una sola piccola sede, 90 studenti e un team di sognatori. Oggi gli studenti sono 1.800, arrivano da tutta Europa per vivere quel sogno… Ma la piccola sede e tutti i sognatori di allora sono ancora tutti qui. E li ringrazio.

Tutti.

STEFANO MASTRUZZI

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