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SANTE BAMBOLE PUTTANE. LA DI MICHELE TRIONFA A TEATRO CON UNO SPETTACOLO DI GRANDE POESIA

Per due sere il Teatro Golden di Roma ha ospitato “Sante Bambole Puttane”, il nuovo spettacolo di Grazia Di Michele, inserito nella rassegna di musica d’autore “A tu per tu con”; uno spettacolo – come recita il comunicato – incentrato su storie di “donne che attraversano il mondo come ombre cui è negato ogni diritto di esistere davvero. Donne su cui gli uomini a volte proiettano le proprie fantasie, ignorando e negando la loro essenza”. Donne comuni, dunque, non celebri o straordinarie, ma con storie che meritano di essere raccontate perché anche in quelle vite fioriscono sentimenti e emozioni in cui è possibile riconoscersi.

C’è Raya, donna mongola, che ha visto le distese di neve abitate dalle renne diventare nere di petrolio, c’è la prostituta Lora, che intravede in uno sguardo d’amore la possibilità di riscattarsi da una vita di sofferenza; c’è Irina che arriva in Europa carica di speranze e finisce per vivere di elemosine (“Eccolo qui l’occidente, crudele e dolente”), Anya a cui la guerra ha strappato via tutto.

Il racconto è intenso, coinvolgente, grazie anche a una regia incalzante, che alterna monologhi e canzoni e staglia sullo sfondo della scena immagini vivide e toccanti.

Sono storie di donne sì, ma in realtà non importa il genere; potrebbe trattarsi anche di uomini, perché il vero cuore dello spettacolo è un canto contro il pregiudizio, contro l’annullamento dell’umano. Sono sofferenze che salgono da un’umanità emarginata, sono speranze che si alimentano di sogni, sono la disperata ricerca del bello e del giusto, in un mondo che sembra offrire pochi spiragli soprattutto a chi è più debole (e le donne, probabilmente, più spesso si ritrovano in questa condizione).

Grazia Di Michele è carica di energia, credibile in tutti i vari registri che tocca. La sincerità della sua penna (le canzoni sono scritte con la sorella Joanna, i monologhi con la regista Petra Selva) e l’intensità della sua interpretazione sono accompagnate da una band di musicisti di prim’ordine (Andy Bartolucci alla chitarra, Fabiano lelli alla chitarra, Paolo Iurich al piano e Marco Siniscalco al basso) e da una messa in scena curata dalla stessa cantautrice con la designer Antonella Pizzetti (che ha selezionato foto di grande impatto).

Il pubblico ha risposto con entusiasmo, riempendo il teatro già dalla prima sera. In platea anche tanti artisti e colleghi della cantautrice. Tra questi Mariella Nava con cui ha duettato in “Dorina” e Maria Rosaria Omaggio, che ha recitato nel monologo che introduce “Carnevale”, ironica e spietata rivendicazione di un “ominicidio”.

Lo spettacolo è stato aperto da Giulia Pratelli, cantautrice giovane, con una vocalità molto interessante e una identità autorale già molto ben definita, che si è unita a Grazia Di Michele anche in un immancabile bis, quel “Le ragazze di Gauguin”, intramontabile classico richiesto a gran voce dal pubblico.

Foto di Debora Tofanacchio

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